Non imitiamo la vita: viviamola!
Insegnante: Buongiorno,Shota, come stai?
Shota: Ho un po' di mal di poncia.
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Fa ancora più tenerezza.
Insegnante: Quali sono le parti del giorno?
Karin: Mattina!
Jamie-Lee: Notte!
Paul: Pomodoro!
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I principianti. Oh, sì!
Insegnante: Quando mettiamo insieme un pronome indiretto - per esempio "gli" - e un pronome diretto - per esempio "li" - abbiamo un pronome combinato, che in questo caso è...?
Eva: Lilli!
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Yuppie, la grammtica italiana è una cosa, quella carina tutta un'altra.
Anna Maria Romagnoli,
La parola che conquista
Manuale di pronuncia e dizione
per i "professionisti della parola"
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Tre stellette, per la chiarezza e per un paio di spunti divertenti.
Ma non quattro, perché in qualche punto è lacunoso e approssimativo
"Il momento giusto non viene: siamo noi che lo inventiamo"
Joumana Haddad
Naoyuki: (con naturalezza) Posso usare il uaf?
Insegnante: (imperturbabile) Certo, a scuola è gratuito.
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Uaf - che non è un cagnolino che abbaia - sta per uai fai o, a voler essere pignoli, per wi-fi.-
Insegnante: Qual è il tuo sport prferito, Daniela?
Daniela: Hockey su gelato.
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Sublime!
Gudrun: E il quadro più bello era quello della Madonna del prato... conosci?
Insegnante: Uhm, in effetti no. La Madonna del prato, sei sicura?
Gudrun: Sicurissima. In arte si dice così quando una donna aspetta un bambino.
Insegnante: Io credo che si dica "incinta".
Gudrun: In arte no. Si dice "il prato".
Insegnante: ... Va bene, ho capito: la Madonna del parto.
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Pignola io, che mi fisso su un banale scambio di consonanti.
Marion: A pranzo c'erano tutti: il marito, la moglie, la figlia, i nipoti e il Gennaro.
Insegnate: Ah, e Gennaro chi è?
Marion: Il Gennaro è il marito della figlia, no?
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Sì, anche questa ci sta.
La mia amica Anna lavora in una scuola di musica.
Oggi ha ricevuto la seguente telefonata:
Mamma apprensiva: Signorina, volevo avvertirla che oggi mia figlia non potrà venire a lezione di chitarra perché ha una gastronomia acuta.
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Mangiato troppo, ci sta.
Tennessee Williams, La rosa tatuata
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A volte ci sono cose bellissime che casualmente ci sfuggono.
E poi, finalmente, le incontriamo.
Lettura, teatro, emozioni, vita.
Sul blog di Massimo c'è scritto
"ESPORSI, non ESIBIRSI"
Che infatti corrisponde al mio modo di sentire l'arte.
(Venite, amici, a fare teatro insieme... ho cominciato un nuovo corso di teatro)
Ieri alla mostra Private Flat: idea strepitosa, splendidamente realizzata.
Che uno va, passa e vede mille mila cose, belle e meno belle, ma sempre in grado di aprire un po' il cervello a pensieri non pensati prima, non sentiti già.
La cosa più carina della mostra:
Entro in una specie di sgabuzzino attraversando una tenda nera. In terra c'è un televisore dove ci sono immagini in bianco e nero. Le immagini sono lente, movimenti umani lentissimi. L'attenzione però si sposta immediatamente su un altro elemento. Quello che apparentemente è un manichino bianco con la testa fasciata buttato in un angolo, è invece una donna. E' viva e cattura subito.
La guardo, lei mi guarda, senza ammiccamenti, ma mi guarda, davvero.
Mi tende una mano, da lì dov'è, rannicchiata in un angolo. Istintivamente le tendo la mia e le nostre mani presto si toccano. L'aiuto ad alzarsi. E' tutta dipinta di bianco, dalla testa ai piedi ed è senza vestiti, c'è solo la sua pelle dipinta di bianco.
Quando si è alzata, con un movimento lento e fluido, mi si avvicina e mi abbraccia. Ricambio il suo abbraccio e restiamo lì un po'. Sento il suo respiro e sento il battito del suo cuore. Sento che lei mi sta ascoltando.
Dopo un certo tempo lei si scioglie dall'abbraccio e mi volta lentamente le spalle. Sulla sua schiena dipinta di bianco c'è una scritta nera che dice "ROM".
Resto a guardarla ancora un po', emozionata. Poi esco, e mi dispiace lasciarla lì.
Brava.-